27/07/2026
Redazione Dreams
Ai Act: dal 2 agosto in UE scattano i nuovi obblighi di trasparenza
Manca poco all’entrata in vigore dei nuovi obblighi di trasparenza dell’AI Act che imporranno agli sviluppatori e agli utenti di informare in modo esplicito quando si interagisce con un sistema di AI. L’obiettivo delle nuove disposizioni in vigore dal 2 agosto è di garantire che cittadini, utenti e lavoratori siano sempre consapevoli quando interagiscono con un algoritmo o fruiscono di un contenuto generato o manipolato sinteticamente. Si intende così ridurre al minimo i rischi di inganno, manipolazione e disinformazione. La regola generale stabilisce che la natura artificiale dell'interazione o del contenuto deve essere resa chiara, visibile e tempestiva.
I quattro ambiti d'intervento principali
Chatbot e Assistenti Virtuali Chiunque metta a disposizione degli utenti un sistema di conversazione o risposta automatica — come i servizi di assistenza clienti sui siti web o su piattaforme di messaggistica — ha l’obbligo di informare chiaramente la persona del fatto che sta interagendo con una macchina. L'unica eccezione riguarda i casi in cui la natura artificiale sia del tutto ovvia dal contesto.
Deepfake e Contenuti Multimediali Sintetici Immagini, file audio o video generati o modificati tramite intelligenza artificiale che ritraggono persone, luoghi o eventi reali devono riportare un’avvertenza chiara fin dalla loro prima visualizzazione. Inoltre, i creatori di software di IA devono integrare nei file dei marcatori leggibili dalle macchine, come i meta-dati o il watermarking.
Testi generati per l'informazione pubblica Gli articoli e i testi generati da intelligenze artificiali e diffusi con lo scopo di informare il pubblico su temi di interesse generale devono recare una nota esplicativa sull'uso dell'algoritmo. L'obbligo decade se il testo è stato sottoposto a una diretta revisione e responsabilità editoriale umana prima della sua pubblicazione.
Riconoscimento delle Emozioni e Categorizzazione Biometrica Nei contesti in cui si impiegano strumenti capaci di analizzare stati emotivi o categorizzare tratti biometrici — come può accadere in determinati ambienti di lavoro o nell'ambito della sicurezza e del retail — le persone coinvolte devono essere informate preventivamente.
Dovranno adeguarsi anche le piattaforme di social media che si trovano di fronte a una svolta epocale e a una sfida tecnologica senza precedenti. Con i nuovi obblighi, colossi come Meta, TikTok, YouTube e X sono chiamati a trasformarsi da semplici contenitori a veri e propri controllori della natura dei contenuti diffusi. Per far fronte a questa mole di lavoro, i social network stanno integrando strumenti avanzati capaci di leggere le impronte digitali invisibili dei file, come i metadati standardizzati rilasciati dai software di generazione grafica e sonora. Le violazioni possono costare care: fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo mondiale, a seconda di quale importo sia più alto, con soglie ridotte per le PMI.