24/08/2026
Redazione Dreams
In pista ci sono i robot: a Pechino va in scena la sfida per il futuro dell’intelligenza artificiale
A Pechino, in questi giorni, non sono gli esseri umani a correre, giocare a calcio, tirare con l’arco o cimentarsi nel tennis. A farlo sono i robot umanoidi. Fino al 26 agosto la capitale cinese ospita la seconda edizione dei World Humanoid Robot Games, una sorta di Olimpiade della robotica che sta trasformando lo sport in un gigantesco laboratorio tecnologico. In gara ci sono oltre 2.000 robot appartenenti a 666 squadre provenienti da 16 Paesi, impegnati in 51 diverse prove.
Particolarmente suggestiva è stata la cerimonia inaugurale, centinaia di robot hanno sfilato in formazione sul campo in una dimostrazione di coordinazione sincronizzata, simbolo dei rapidi progressi raggiunti dal settore.
La scena più sorprendente è arrivata dalla pista. Il robot umanoide cinese Tiangong Ultra ha corso i 100 metri in 9,39 secondi, facendo meglio del record mondiale umano di Usain Bolt, fermo a 9,58 secondi dal 2009. Ancora prima dell'inizio ufficiale delle gare, un altro robot, Lightning, aveva fatto registrare 9,32 secondi in una prova preliminare. Numeri impressionanti, ma che raccontano solo una parte della storia.
Accanto alle discipline sportive sono state introdotte però prove che simulano situazioni concrete: assistenza domestica, ristorazione, attività industriali, soccorso, vendita e persino operazioni come collegare cavi o riconoscere e manipolare oggetti. In molte di queste prove i robot devono agire senza essere guidati a distanza. Il vero obiettivo di queste competizioni non è dimostrare che una macchina può essere più veloce di un essere umano ma capire quanto sia diventata brava a muoversi, percepire l'ambiente, prendere decisioni e correggere i propri errori.
La competizione cinese diventa così anche una fotografia dello stato dell'arte dell'Embodied AI, l'intelligenza artificiale incarnata in un corpo capace di interagire fisicamente con il mondo. Per anni l'AI ha dimostrato di saper lavorare soprattutto con informazioni, immagini, testi e dati. Il passaggio successivo consiste nel trasformare quelle capacità in azioni: vedere, decidere e agire nello stesso momento.
I risultati, però, mostrano anche quanto la strada sia ancora lunga. Alcuni robot hanno impressionato per velocità e coordinazione, mentre altri hanno avuto difficoltà proprio nel controllo del movimento, fino a perdere l'equilibrio o a non riuscire a frenare dopo uno sprint. È una contraddizione solo apparente: superare un record umano non significa necessariamente possedere una vera autonomia.
La Cina sta utilizzando questa manifestazione anche per mostrare la maturità raggiunta dalla propria industria robotica. I Games si svolgono infatti nello stesso periodo della World Robot Conference, creando a Pechino una sorta di vetrina concentrata sulle tecnologie umanoidi e sulla loro applicazione industriale. Per questo il cronometro dei 100 metri è forse il dato meno importante dell'intera manifestazione. La domanda decisiva è un'altra: quanto manca prima che un robot riesca a svolgere autonomamente, senza essere telecomandato, un lavoro complesso per otto ore consecutive?