31/08/2026
Redazione Dreams
L'iPod compie 25 anni e con la Gen Z ritorna clamorosamente in auge
Il 23 ottobre 2001 Steve Jobs entrava sul palco per presentare un oggetto che, a prima vista, sembrava quasi troppo semplice per fare la storia. Era bianco, piccolo, aveva una rotella e uno schermo minuscolo. Soprattutto, faceva una cosa sola: riproduceva musica. Quel dispositivo si chiamava iPod e poteva contenere fino a 1.000 canzoni in 5 GB di memoria. All’epoca sembrava una quantità enorme. Quella che sembrava una rivoluzione, ein effetti lo è stata, è diventato passato. Apple ne ha interrotto definitivamente la produzione nel 2022, quando ha mandato in pensione anche l’ultimo iPod touch dato che ormai l’esperienza musicale dell’iPod era stata assorbita da iPhone, Apple Watch e dagli altri dispositivi dell’ecosistema Apple. La storia, però, non sembra essere finita e a volte il passato ritorno La Gen Z ha già dimostrato da tempo di essere molto attenta alla tecnologia del recente passato, sia per un design reputato più accattivante e affasciante sia per la già menzionata specializzazione dei dispositivi nati e prodotti per un uso molto preciso. Tra i prodotti più desiderati ci sono le fotocamere analogiche oppure quelle compatte di anche due decenni fa e i cellulari non smartphone alias dumb phone. In questo 2026, la Gen Z sta riscoprendo anche gli iPod. Da eBay ai mercatini dell'usato online, i vecchi iPod ritornano prepotentemente in auge con inserzioni prese d'assalto per accaparrarsi lettori musicali vecchio stile. L’iPod nasceva per risolvere un problema: portare con sé la propria musica. Oggi il problema sembra quasi essersi ribaltato. La musica non dobbiamo più portarla da nessuna parte: è già con noi. Ma insieme alla musica abbiamo portato nello smartphone anche tutto il resto: notifiche, social network, messaggi, email, video, pubblicità, videogiochi. Ogni volta che prendiamo il telefono per ascoltare una canzone possiamo finire a fare qualcos’altro. L'iPod, invece, non ci propone niente mentre ascoltiamo un album. In un'epoca in cui la tecnologia è diventata sempre più invasiva, un dispositivo che fa una sola cosa può trasformarsi in una forma di libertà. Inoltre, lo streaming ha reso praticamente irrilevante il concetto di possesso mentre l’iPod ha una logica completamente diversa: quella della propria libreria. Caricare musica significa scegliere. Significa decidere cosa portare con sé. Significa costruire una playlist prima di uscire di casa e, soprattutto, sapere già cosa si vuole ascoltare. È una differenza apparentemente piccola, ma racconta due filosofie opposte: da una parte c’è l’abbondanza infinita dello streaming, dall’altra c’è una selezione personale e finita. Forse è proprio questo il punto: quando tutto è disponibile, scegliere torna ad avere un significato. E L’iPod è un oggetto anti-algoritmo: così dopo 25 anni potrebbe essere protagonista di una nuova rivoluzione.