27/03/2026
Redazione Dreams
"Big tobacco moment": negli USA la sentenza che può stravolgere i social network
Un “big tobacco moment” per i social network. Tra pressioni, crollo in borsa qualcuno ha paragonato il momento particolare di Meta e Google a quello nato dal movimento contro le grandi industrie del tabacco negli anni Novanta, quando i documenti interni dell'industria rivelarono che le aziende sapevano che il fumo causava cancro e creava dipendenza, nascondendolo al pubblico. Il casus belli che rischia di stravolgere il mondo dei social e della comunicazione è la sentenza emessa pochi giorni fa (25 marzo 2026) da una giuria di Los Angeles che ha punito i giganti del Tech. La condanna di Meta e Google (YouTube) a risarcire Kaley G.M. con 6 milioni di dollari (3 di danni compensativi e 3 di danni punitivi) segna un precedente storico. Per la prima volta, un tribunale non ha colpevolizzato l'utente o la famiglia, ma ha puntato il dito contro l'architettura stessa delle piattaforme.
La giuria ha stabilito che i social sono stati progettati per essere deliberatamente additivi, sfruttando le vulnerabilità psicologiche dei minori (Kaley ha iniziato a usare Instagram a 9 anni e YouTube a 6). La tesi vincente? Le aziende sapevano dei rischi per la salute mentale, depressione, dismorfismo corporeo e tendenze suicide, ma hanno scelto di non avvertire gli utenti per non sacrificare i profitti.
Questa sentenza non è solo una vittoria legale per la ventenne Kaley G.M., ma rappresenta una crepa profonda nel muro di impunità che ha protetto i giganti del tech per decenni.
Attualmente ci sono oltre 1.600 cause simili in attesa solo in California. Se il verdetto dovesse reggere l'appello, Meta e Google (e con loro TikTok e Snap, che hanno già iniziato a cercare accordi extragiudiziali) potrebbero trovarsi di fronte a una spesa miliardaria in risarcimenti che indubbiamente andrebbe a influenzare sviluppo e crescita delle piattaforme
Per anni, le Big Tech si sono schermate dietro la Section 230 americana, che le solleva dalla responsabilità per i contenuti postati dagli utenti. Tuttavia, gli avvocati di Kaley hanno aggirato l'ostacolo: non hanno attaccato i contenuti, ma il prodotto (l'algoritmo). Se il codice che ti suggerisce video è considerato un "prodotto difettoso" o pericoloso, le tutele legali classiche cadono. Questo costringerà i social a una trasparenza totale sul funzionamento dei loro algoritmi. Una svolta notevole
Se negli anni '90 le multinazionali del tabacco dovettero ammettere che la nicotina era studiata per dare dipendenza, oggi Meta e Google devono fare i conti con la "nicotina digitale" che fa male uguale e rischia di stravolgere completamente il modo in cui sono progettati al momento i social newtwork.