07/05/2026
Fabio Setta
Google rimette l'utente al centro del web: arriva la funzione Fonti Preferite
Un piccolo passo verso un web più a misura di utente e meno di algoritmo? La domanda è inevitabile e la risposta potrebbe essere incredibilmente affermativa. La nuova funzione di Google “Fonti preferite” sembra davvero andare in questa direzione. Con questa modalità, arrivata anche in Italia, cambia il modo in cui le notizie arrivano sullo schermo, dando ai lettori il controllo totale sul flusso informativo. Praticamente l’utente può scegliere quali testate giornalistiche vuole in primo piano quando si cercano aggiornamenti su cronaca, politica, economia o sport. Da oggi quindi non è l’algoritmo a scegliere per l’utente ma è quest’ultimo a dire a Google cosa vuole leggere.
Avviando una ricerca su Google su un argomento, basterà cliccare sull'icona a forma di stella accanto alla sezione Notizie principali per scegliere le fonti preferite e aggiungerle al proprio elenco. Una volta selezionate le fonti, queste appariranno più frequentemente nella sezione Notizie principali o nella sezione dedicata "Dalle tue fonti" nella pagina dei risultati di ricerca. Si continueranno a visualizzare anche i contenuti provenienti da altri siti e potrete gestire le vostre preferenze in qualsiasi momento.
Si possono selezionare tutte le fonti che si desiderano, andando così a creare una bolla informativa in cui leggere le notizie, senza la distrazione del rumore di fondo delle notizie che arrivano da chissà quale sito.
La funzione “Fonti Preferite” non cancella il resto del web (si continuerà comunque a vedere notizie da altre fonti per garantire il pluralismo), ma ordina la scrivania digitale in modo che i propri giornali preferiti siano sempre in cima alla pila.
Non mancano le controindicazioni, dato che bisognerebbe cercare di mantenere sempre un equilibrio e cercare di leggere le notizie anche da fonti diverse per evitare l’errore di leggere soltanto quello che vogliamo e ci piace leggere. Il pluralismo di voci è fondamentale, altrimenti si rischia un cortocircuito con l’utente che vuole leggere solo chi la pensa come lui e non è detto che sia corretto, ignorando invece fonti attendibili e verificate.
Google ha messo, inoltre, a disposizione degli editori strumenti specifici nel proprio Help Center per invitare la propria audience a farsi “stellare”.