Immaginate di essere su un treno affollato, con il computer aperto e un'e-mail importante da scrivere. Oppure in ufficio, circondati dai colleghi, mentre cercate di mettere nero su bianco un'idea senza interrompere il lavoro degli altri. Dettare a voce alta sarebbe poco pratico, forse anche imbarazzante. Digitare sulla tastiera, invece, richiede tempo. E se bastasse muovere impercettibilmente le labbra per vedere comparire le parole sullo schermo? È proprio questa l'idea alla base di Subvocal, un paio di occhiali intelligenti sviluppati da The Subvocal Company, startup di San Francisco sostenuta dall'acceleratore Y Combinator.

Il funzionamento è piuttosto curioso. A differenza dei tradizionali sistemi di dettatura, Subvocal non ascolta quello che diciamo e non utilizza telecamere per leggere il labiale. La montatura integra sensori che emettono onde radio a bassa potenza, capaci di rilevare i minuscoli movimenti dei muscoli facciali quando articoliamo una parola, anche senza produrre alcun suono. Un sistema di intelligenza artificiale interpreta questi segnali e li trasforma in testo.

Non si tratta, quindi, di leggere nel pensiero, come potrebbe suggerire una prima impressione. Per utilizzare gli occhiali bisogna formulare volontariamente le parole, muovendo in maniera più o meno evidente i muscoli coinvolti nel linguaggio. Secondo gli sviluppatori, il sistema può raggiungere una velocità superiore alle 200 parole al minuto, un risultato dichiarato che, se confermato nell'utilizzo quotidiano, renderebbe la scrittura silenziosa particolarmente interessante.  Le applicazioni possibili vanno ben oltre la semplice dettatura. Si potrebbero comporre messaggi mentre si cammina, annotare un'intuizione durante un viaggio, preparare documenti in un ambiente condiviso oppure impartire istruzioni a un assistente AI senza che nessuno intorno senta nulla. In un mondo in cui sempre più attività digitali passano attraverso conversazioni con l'intelligenza artificiale, poter comunicare in silenzio potrebbe rappresentare un vantaggio concreto.

Naturalmente, tra un prototipo promettente e un prodotto capace di entrare nelle nostre abitudini c'è ancora una certa distanza. Restano da verificare l'accuratezza del riconoscimento, la capacità di interpretare parole e frasi diverse, il comfort durante un utilizzo prolungato e la gestione dei dati raccolti. Perché trasformare i movimenti del viso in informazioni digitali apre inevitabilmente anche nuove domande sulla privacy.

Il progetto è ancora in fase di sviluppo, ma le prenotazioni sono già aperte negli Stati Uniti. Il prezzo promozionale annunciato è di 499 dollari, con un deposito iniziale rimborsabile di 199 dollari. Le prime consegne sono previste, salvo ritardi, nel primo trimestre del 2027.

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