C’è una SNAI, in Italia, che è meno famosa di quella leader nel gaming e scommesse online, ma che è molto più funzionale alla crescita del nostro Paese e, in generale, per le opportunità di imprese e cittadini. Si tratta della Strategia Nazionale per le Aree Interne, finalizzata all’incremento demografico e alla riqualificazione di borghi e territori che lo spopolamento rischia di trasformare in comuni fantasma o, comunque, privi di futuro. L’azione dello stato, sovente, finanzia o stimola la creazione di progetti imprenditoriali in questi luoghi, ameni eppure ostili alla tecnologia ed alle attività economiche, spesso a causa di difficoltà logistiche, quasi sempre per limitazioni tecnologiche, per quel digital divide di cui si è iniziato a parlare venti anni fa ma ancora drammaticamente attuale!

Il problema, di fatto, è proprio insito nelle falle dell’infrastruttura di connettività che, oggi più che mai, rappresenta il punto cardine di qualsiasi iniziativa! In un’epoca in cui lo smart working è ormai un’opzione concreta, in cui le distanze sono colmate da call e videoconferenze, in cui, addirittura, un chirurgo può effettuare un’operazione in un continente diverso dal paziente, ci ritroviamo ad avere borghi italiani dove persino usare lo smartphone è ardua impresa… e non parliamo proprio di fibra o connessione ultraveloce…

L’attenzione, dunque, dovrebbe essere posta, prima di tutta, sulla creazione, finalmente, di una vera rete dati estesa, in grado di raggiungere ogni luogo in Italia, collegando realmente, sia pure via etere, la popolazione, perché oggi è questo il canale che ci tiene uniti, molto più di strade o ferrovie. Può dispiacere ai romantici e ai puristi della fisicità e, francamente, anche al sottoscritto, ma sarebbe anacronistico focalizzarsi su infrastrutture viarie ben più costose e meno efficaci di ciò che può ottenere una connessione internet stabile, veloce e capillare.

Oggi un’azienda parte da questo, poi possono venire le altre facility, ma non si può più prescindere da una adeguata connettività. Senza quella, ogni euro investito, dallo stato o dalle imprese, servirà solo a creare iniziative effimere, che dureranno solo il tempo imposto dal bando che finanzia il progetto di turno, per poi sparire, contribuendo solo alla desertificazione umana del posto interessato.

La SNAI nasce per vincere una sfida importante, ma serve una strategia davvero ambiziosa, che coniughi incentivi alle iniziative imprenditoriali e investimenti sul cablaggio: partiamo da questo, poi sarà un’evoluzione naturale il ripopolamento e la complessiva riqualificazione dei borghi.

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