31/03/2025
Dario Guadagno
Chi ha paura dell'AI?
“Non bisogna aver paura dell’Intelligenza Artificiale ma della stupidità naturale”: in varie forme e con varie attribuzioni, questa frase racchiude un pensiero che ben descrive l’approccio che dovremmo avere verso questa tecnologia che, in modo sempre più massiccio, sta invadendo la nostra quotidianità.
Premesso che, oggi, si fa un po’ troppo presto a dire A.I., spacciando spesso per sistemi intelligenti dei dispositivi (o dei software) che, semplicemente, funzionano in modo interattivo secondo logiche predeterminate che, in altri tempi, avremmo semplicemente chiamato “algoritmi”. L’Intelligenza Artificiale è ben altro (e ben più complessa -anche da descrivere- e sofisticata) ma non è questo il tema: il punto è porre l’attenzione non tanto su quello che l’AI può fare (almeno allo stato attuale, nei prossimi anni chissà) quanto su ciò che ha in meno rispetto all’intelligenza (o stupidità) umana!
C’è chi teme che i computer possano rubare il lavoro agli esseri umani o, persino, rivoltarsi contro la nostra stirpe, ma la verità è che – ribadisco, almeno per la realtà di oggi – essi non possono fare nulla più di ciò che gli permettiamo. In sostanza, siamo noi, sempre più spesso, ad affidarci a Chat-GPT e company per svolgere mansioni al nostro posto, pretendendo spesso di spacciare il loro lavoro per opere del nostro ingegno. Se ci appiattiamo al livello di ciò che un computer può fare (che è, per definizione, privo di fantasia) non stupiamoci se, un domani, qualcuno preferirà quello che sarà diventato l’originale (il computer) alla copia (l’essere umano).
Al contrario, noi dobbiamo essere bravi a sfruttare la tecnologia, evitando di esserne fagocitati! I sistemi intelligenti possono darci un valido supporto o sbrigare operazioni routinarie, ma sono pur sempre oggetti privi di anima. Sono la nostra unicità e creatività a poter fare la differenza, ma è questa specificità che dobbiamo evidenziare e sviluppare perché, ad oggi, ancora non esiste nulla di più straordinario delle potenzialità di ogni singolo individuo. Se facciamo emergere ed evolvere quelle, non c’è computer che possa batterci (in fondo essi stessi non sono altro che nostri prodotti, teniamolo sempre a mente), ma se pensiamo che l’AI sia la scorciatoia per il successo, scopriremo che si rivelerà solo un vicolo cieco da cui potrebbe non essere possibile tornare indietro.