Poteva sembrare il classico canale di news che per 24ore trasmette telegiornali e approfondimenti sull’attualità. Conduttori, ospiti, grafiche, interviste. Sembrava tutto normale. Invece era un canale interamente generato dall’Intelligenza Artificiale. Per 24 ore un telegiornale è andato avanti senza che, davanti alle telecamere, ci fosse praticamente nessuno. Nessun conduttore in carne e ossa, nessun ospite seduto realmente in studio, nessuna troupe impegnata a cambiare scenografia o preparare la prossima intervista. Al loro posto, avatar, voci sintetiche, software e intelligenza artificiale. È questo il curioso esperimento realizzato da Mirage, la startup newyorkese conosciuta fino a poco tempo fa come Captions, che ha trasmesso su X il proprio Mirage News Network, un canale di informazione costruito con l’AI.  L'obiettivo non era semplicemente dimostrare che oggi è possibile creare un presentatore virtuale credibile. La vera sfida era molto più ambiziosa: capire se l'AI fosse in grado di sostenere una vera programmazione televisiva per un'intera giornata, mantenendo identità, voce, immagini e continuità narrativa senza interrompersi.

Mirage ha creato quattro conduttori virtuali utilizzando il proprio modello Avatar X. Gli stessi strumenti sono stati utilizzati per realizzare gli ospiti, mentre voci, grafiche, ticker, schede informative e altri elementi della trasmissione sono stati prodotti artificialmente. L'intera programmazione è stata orchestrata da Claude. Le notizie, invece, non venivano inventate da Mirage: la società ha utilizzato contenuti e servizi concessi in licenza da una grande agenzia internazionale.

Dal punto di vista tecnico la sfida era generare un avatar convincente e l'esperimento ha fornito risultati incoraggianti. Gli avatar hanno mantenuto una continuità molto maggiore rispetto a quella normalmente associata ai video generativi di breve durata.

La diretta ha attirato più di 50mila spettatori e generato oltre 3 milioni di impression su X, secondo i dati diffusi da Mirage. Il progetto ha inoltre attirato l'attenzione sulla piattaforma durante la giornata.

Il tempo medio di visione è stato di circa un minuto a dimostrazione che la tecnologia ha incuriosito ma non ha sfondato. Anche perché non sono mancati i problemi. Le principali critiche non hanno riguardato soltanto la qualità delle immagini. I problemi più evidenti sono emersi nelle conversazioni con le voci risultavano spesso troppo uniformi, con una cadenza artificiale e pause che sembravano seguire un ritmo prestabilito anziché quello naturale di una conversazione.

Il problema più delicato, quando si parla di informazione, rimane però quello della precisione.

Durante le 24 ore di trasmissione sono stati commessi almeno due errori fattuali. In un caso una donna presente a una manifestazione è stata identificata erroneamente come il presidente degli Stati Uniti; in un altro è stato attribuito a un astronomo il nome sbagliato. Il costo dell’operazione è stato di 50mila dollari spesi in toke. Se lo stress test tecnologico ha funzionato dal punto di vista giornalistico sicuramente meno. La strada per una Tv gestita solo da AI sembra ancora lunga.

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