Non un semplice remake, ma molto di più. Un’esperienza rivitalizzata con una grafica moderna, meccaniche di gameplay aggiornate e diverse modifiche per migliorare il ritmo e l’accessibilità. È uscito da pochi giorni ma il successo è già sotto gli occhi di tutti: Dragon Quest VII Reimagined è una rivisitazione moderna e ben riuscita di uno dei capitoli più lunghi e amati della serie Dragon Quest.  Il gioco prende l’enorme impianto narrativo e ludico dell’originale e lo adatta ai tempi attuali, cercando un equilibrio non sempre facile tra fedeltà e accessibilità. Dal punto di vista artistico, Reimagined colpisce fin dai primi minuti. Lo stile grafico rinnovato, che ricorda un mondo in miniatura ricco di colori e dettagli, dona nuova vita alle ambientazioni e valorizza il classico character design di Akira Toriyama. La struttura del gioco resta fedele all’idea originale di Dragon Quest VII, basata su una successione di storie ambientate in diverse isole, ognuna con problemi, personaggi e temi propri, Non mancano però alcune ombre. La difficoltà generale risulta piuttosto bassa, anche per gli standard della serie e questo potrebbe deludere i giocatori più esperti, che potrebbero trovare l’avventura troppo semplice da questo punto di vista. In conclusione, è un remake che riesce a modernizzare con successo un classico JRPG, bilanciando nostalgia e aggiornamenti freschi. È visivamente splendido, accessibile a chi si avvicina per la prima volta alla saga e comunque soddisfacente per veterani disposti ad accettare alcune semplificazioni, dedicato a tutti gli appassionati di JRPG narrativi, con combattimenti a turni, una gran quantità di contenuti e uno stile estetico unico, è una delle esperienze migliori uscite nel 2026 finora.

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